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Progettare la viabilità di accesso a Porto Marghera

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Il nuovo gate urbano di Venezia.

A partire dagli anni ’90, la Prima Zona Industriale di Porto Marghera (Venezia) è stata soggetta a diversi interventi volti a trasformare e riconvertire il polo industriale a seguito della compiuta crisi di parte delle attività produttive originarie. Protagonista di questo processo è stato il Parco Scientifico e Tecnologico Vega – realizzato nelle aree già utilizzate dagli impianti di produzione di fertilizzanti – dove oggi hanno sede attività rivolte alla ricerca, all’innovazione e a servizi avanzati.
Il Centro Vega e tutte le altre attività economiche insediate nei circa 100 ettari della Prima Zona Industriale generano importanti flussi di traffico che insistono su un assetto viabilistico caratterizzato da diverse incongruenze.

Il progetto sviluppato da NET Engineering (Progetto Definitivo, Esecutivo e Direzione Lavori) intende risolvere queste difficoltà con un’opera di ingegneria importante, un vero e proprio gate urbano adeguato alle prospettive di trasformazione e sviluppo dell’area. L’intervento – interamente progettato in
BIM – prevede la realizzazione di una nuova intersezione a livelli sfalsati
lungo il sedime dell’attuale SR 11 – Via della Libertà, unica via di accesso a Venezia, migliorando l’accessibilità alla zona industriale e accrescendo la sicurezza lungo la viabilità di scorrimento, grazie a una netta separazione tra i flussi di attraversamento e quelli locali.

L’accessibilità viene ottenuta con una nuova grande rotatoria a raso connessa sia alla SR 11, che alla viabilità urbana di Mestre. Il traffico di scorrimento scavalcherà la rotatoria grazie a un viadotto, per poi entrare in una galleria artificiale completamente fuori terra. Al di sopra dell’impalcato della galleria, si prevede la realizzazione di un’ulteriore rotatoria sopraelevata connessa con una rampa che consentirà il percorso diretto Mestre-Venezia. Tale manovra, non consentita dai viadotti esistenti – di cui si prevede la parziale demolizione e adeguamento strutturale – migliorerà la connessione Mestre-Venezia e andrà ad incidere in modo positivo sul traffico locale oggi congestionato.

L’impalcato è stato concepito come un doppio cassone chiuso, in acciaio autoprotettivo lasciato a vista con schema integrale (ovvero solidale ai sostegni verticali e quindi privo di specifici apparecchi di vincolo), disposto in continuità su quattro campate. Le pile, anch’esse in acciaio autoprotettivo, sono composte da fusti binati che si dipartono in sommità per sostenere due impalcati gemelli accostati e si congiungono al piede, formando una “V” nella sezione di inserimento nella fondazione.

La soluzione progettuale nasce a partire da diversi fattori. Innanzitutto, è stato necessario operare in spazi ristretti: la nuova viabilità si sviluppa tra il Centro Vega, da cui prende il nome, e il grosso fascio di binari della stazione di Mestre.
In secondo luogo, l’intervento è costituito da opere conformate in modo particolare, al fine di ridurre gli ingombri al suolo, consentire la costruzione in un’area il cui traffico non può essere interrotto in fase realizzativa e limitare le attività manutentive. Si tratta di un’attività che ha comportato uno studio delle strutture dell’impalcato particolare, che ha preso le mosse da un approccio non-standard e da metodologie non convenzionali, che hanno portato a modellare l’intero viadotto come un “guscio”, tralasciando la classica modellazione a travata, con conseguenti evidenti economie in termini di materiali e una maggiore comprensione di un funzionamento di per sé complesso, che concepisce l’impalcato alla stregua di una struttura alare.

NET Engineering ha, curato nei dettagli l’aspetto formale dell’opera, con l’obiettivo di renderla commisurata alla valenza del Centro Vega, richiamando parallelamente alcuni elementi già utilizzati per il Ponte Darwin di Padova, come elemento caratterizzante.

Lo studio accurato dell’inserimento della nuova infrastruttura nel contesto urbano, la ricerca di un’alternativa progettuale che sfruttasse al meglio lo spazio, riorganizzandolo e rispondendo alle esigenze della committenza attraverso una soluzione armonica, hanno permesso di valorizzare l’area post-industriale e di restituire un’identità importante all’intero territorio.

NEXT PROJECT
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