“una delle aree fluviali protette più ampie d’Europa”

STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE PER IL NUOVO PONTE SUL TICINO AD OLEGGIO

Località

Novara, Piemonte

Periodo di esecuzione

2007 – In corso

Importo dei lavori

€ 17,5 M

Cliente

Provincia di Novara

Oggetto dell’incarico

Progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, Valutazione di Impatto Ambientale, Coordinamento per la Sicurezza in progettazione ed esecuzione, Direzione Lavori, Studio Idraulico di dettaglio

Descrizione

Il progetto del ponte di Oleggio si configura come una variante all’attuale SP 527 e prevede un nuovo ponte sul fiume Ticino in sostituzione di quello esistente non più adeguato alle caratteristiche assunte dall’asse stradale. La specificità del sito di intervento, che costituisce un contesto di grande pregio ambientale e paesistico sui cui insiste una delle aree protette fluviali più ampie d’Europa (riconosciuta quale “Riserva della biosfera” dall’UNESCO e inserita in gran parte nelle rete “Natura 2000”) ha comportato che gli aspetti ambientali della progettazione e gli studi finalizzati all’acquisizione delle necessarie autorizzazioni ambientali assumessero una rilevanza particolare.
Per la presenza dei parchi regionali lombardo e piemontese della Valle del Ticino l’intervento è infatti sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale a carattere interregionale. A questo fine il progetto è corredato di Studio di Impatto Ambientale comprensivo, per la presenza delle aree “Rete Natura 2000”, di Studio di Incidenza Ambientale.
Lo studio, articolato nei tre classici quadri di riferimento programmatico, progettuale ed ambientale, approfondisce le relazioni del progetto con il quadro pianificatorio ed il sistema vincolistico e riporta le analisi utili alla caratterizzazione delle diverse componenti ambientali (atmosfera, ambiente idrico, suolo e sottosuolo, vegetazione flora fauna ed ecosistemi, rumore, paesaggio) nella situazione ante operam, in corso d’opera e post operam. Lo studio sviluppa quindi l’analisi delle alternative e la progettazione degli interventi di mitigazione e compensazione: ripristino naturalistico delle aree di cantiere, opere a verde, difese spondali con tecniche di ingegneria naturalistica, vasche di raccolta per sversamenti accidentali, bacini di affinamento delle acque di piattaforma, ripristino morfologico dell’alveo). L’intervento prevede infine, quale misura compensativa, la forestazione di una estesa superficie prativa con modalità atte a creare un sistema forestale assimilabile alle “Formazioni miste riparie di grandi fiumi”, habitat naturale di interesse comunitario ai sensi della Direttiva 92/43/CEE.
In ottemperanza all’art. 95 del D.Lgs 163/2006 “Codice degli appalti” sono stati infine sviluppate le attività necessarie all’espletamento della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, comprensive di indagine bibliografica e documentale, survey archeologico e fotointerpretazione.

Condividi su